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Massimo per
15 persone
Periodo : consigliato da giugno a settembre
Durata : 2 giorni
Difficoltà : escursionistico
Equipaggiamento : adeguato ( abbigliamento:
comodo, scarponcini da trekkimg, k-way,
ecc.)
Pernottamento: in piccoli alberghi di
montagna, rifugi , campeggio
PRIMO GIORNO
Ore 8,00
incontro con l'accompagnatore naturalistico
a Varzo nel piazzale FS, trasferimento con
il prontobus a
S.
Domenico da dove si raggiungere l’alpe
Ciamporino (m. 1975) in seggiovia, oppure a
piedi con un cammino di 1 ora e 45 min.
c.ca. (600 m di dislivello).
Proseguendo
per 2 ore lungo il sentiero che conduce
all’Alpe Veglia, denominato “dei fiori” per
le grandi varietà che si incontrano,
specialmente nel mese di giugno. Il sentiero
è facilmente percorribile da tutti e offre
ampi sguardi panoramici.
Lungo il
cammino si potrà sostare alla cappelletta di
S. Silvestro e alla croce di legno, che
segna il punto più alto dell’escursione: m
2046.
Arrivo
all’Alpe Veglia ( h. 11:30 c.ca), in loc.
Balma, dove si possono ammirare le prime
baite totalmente in pietra . Si prosegue
per raggiungere la piana, “ul Vacarèsc” in
dialetto, ovvero il vaccareccio (m 1750),
dove pascolano i bovini, un tempo
numerosissimi (più di un migliaio). La
distesa di prato è notevole. Tutto attorno
si distende il lariceto, ed il sottobosco
costituito prevalentemente di piante di
mirtillo e rododendro. Pranzo al sacco o nei
vari ristoranti della zona .
Nel pomeriggio
si consiglia la visita della conca di Veglia
(3Km c.ca), che consente di attraversare
tutti gli antichi nuclei abitativi
dell’alpeggio. Superata la loc. Balma, si
proseguirà, in senso antiorario rispet to
alla piana, per Cornù, dove si può ammirare
un’antica fornace per la produzione della
calce,e da dove si giunge all’acqua minerale
ferrugginosa. Proseguendo, si passa per
Ponte e Aione. Da qui, si giunge al
suggestivo lago delle streghe (15 min c.ca
di cammino). Tra i larici sarà facile vedere
i nidi conici della formica rufa, talvolta
di notevoli dimensioni,si raggiunge poi
Cianciavero, che sorge ai piedi del Monte
Leone (m 3553), la più alta vetta delle
alpi Lepontine. Da lì, lungo l’alveo del
torrente, un sentiero porta, in 10 minuti,
alle marmitte dei giganti, cavità scavate
nella roccia dal lavorio incessante
dell’acqua. Ritornati a Cianciavero, per il
ritorno raggiungere la gippabile sino agli
alberghi.
SECONDO
GIORNO
Partenza
dall’alpe Veglia, seguendo la gippabile che
porta a valle, in direzione S. Domenico. La
strada prosegue pianeggiante fino al
Croppallo, dove si erige una cappelletta del
XVI sec., da sempre luogo di preghiera e
sosta da parte di coloro che, dalla valle,
salivano all’alpe.
Da
qui, inizia la discesa verso la conca di
Nembro fino a Ponte Campo. Da ammirare sono
le cascate del torrente Cairasca, che, da
Veglia, scende impetuoso gettandosi da
ripide rocce. Tempo di percorrenza 1 ora e
30 min. In loc. Ponte Campo, possibilità di
pranzare in agriturismo .
Il cammino
prosegue, su strada gippabile, per c.ca 1,5
Km, lungo la riva destra del torrente, su
quello che, un tempo, era l’antico sentiero
della “Scerpia”, fino ad incontrare, sulla
destra, la segnaletica su palo, indicante il
percorso per raggiungere Trasquera, assolato
villaggio di montagna a 1100 metri s.l.m.,
splendida terrazza sulle suggestive montagne
dell’ovigo e sulle imponenti vette svizzere
di oltre 4000 m, perennemente innevate
.Raggiungendo il centro, si incontreranno
diverse testimonianze del passato da
visitare.
Per il rientro
a Varzo:
possibilità di
percorrere la “ vèia d’Brocc”, antica e ben
conservata mulattiera
prontobus con
partenza dalla piazza adiacente il negozio
di alimentari |